Bottom rate (Tariffa minima)

Perché è importante monitorare la Bottom Rate in hotel?

Definire una Bottom Rate chiara è essenziale per proteggere la redditività dell’hotel e prevenire decisioni impulsive basate solo sulla pressione del mercato.

In situazioni di bassa domanda, infatti, la tentazione di abbassare i prezzi per attirare clienti può essere forte. Tuttavia, vendere al di sotto della Bottom Rate significa lavorare in perdita, generando occupazione ma senza reale profitto.

È importante sottolineare che la Bottom Rate non corrisponde sempre al prezzo minimo che copre i costi variabili e spesso gli albergatori scelgono consapevolmente una soglia superiore.

Questo avviene per diverse ragioni, tra cui:

  • Protezione del posizionamento: un prezzo troppo basso può svalutare il marchio e dare un’immagine poco coerente con il livello di servizio offerto.
  • Copertura dei costi fissi: anche se i costi variabili sono coperti, vendere sotto una certa soglia può impedire di contribuire alla copertura dei costi fissi dell’hotel.
  • Margine minimo garantito: l’albergatore può decidere di accettare prenotazioni solo se assicurano almeno un certo margine, evitando così di riempire le camere senza ritorno economico.

Come si calcola la Bottom Rate in hotel?

La Bottom Rate si calcola sommando i costi variabili per camera (come pulizia, colazione, utilities, commissioni OTA) e il margine minimo desiderato. In alcuni casi, si aggiunge anche una quota parte dei costi fissi.

Esempio:
Costi variabili per camera = 25 €
Margine minimo desiderato = 15 €
Bottom Rate = 25 € + 15 € = 40 €

Questo significa che vendere al di sotto dei 40 € per notte comporterebbe una perdita o comunque un margine troppo basso per essere sostenibile.

Vuoi calcolare la bottom rate? Scarica l’Excel già pronto!

Scarica gratis